Unioncamere: tra aprile e luglio aumentano le attività, prima inversione di tendenza
Per il sistema produttivo marchigiano lo sguardo è già oltre la crisi. Torna la fiducia nella capacità di reazione della nostra economia, e con la fiducia aumentano anche le imprese in attività: tra i primi di aprile ed i primi di luglio sono aumentate di 1.042 unità, passando da 157.925 a 158.967.
Dati confortanti, che sono stati diffusi dal Centro Studi Unioncamere Marche, ma che non bastano a compensare le tante cessazioni aziendali del primo trimestre, quando le imprese in attività erano diminuite di 2.312 unità. Il bilancio complessivo del semestre vede un calo delle imprese attive di 1.270 unità, ma lersquo;inversione di tendenza degli ultimi mesi fa sperare in una conferma dei segnali positivi anche per la seconda parte dellersquo;anno, eldquo;sempre cheerdquo; precisa il Presidente regionale Unioncamere Alberto Drudi eldquo;la ripresa non si fermi e le istituzioni facciano i giusti passi per consolidare la fiducia dei mercatierdquo;.
Numeri tanto più importanti, quelli resi noti da Unioncamere, perché si riferiscono alle imprese effettivamente in attività sul territorio regionale e non alle aziende che si limitano ad iscriversi al registro delle imprese, ma che potrebbero non aver ancora avviato o non avviare mai alcuna attività. Analizzando i diversi settori produttivi marchigiani, il Centro Studi Unioncamere, evidenzia come, a parte le aziende di gestione di acqua e rifiuti, che scendono da 252 a 247, come effetto di una razionalizzazione del settore, tutti gli altri comparti registrano nel secondo trimestre dellersquo;anno un aumento del numero di imprese. In particolare ripartono lersquo;edilizia con 130 nuove imprese e il commercio che ha visto lersquo;apertura di 229 nuove attività, così come le imprese che offrono alloggio e ristorazione (+154) e le attività immobiliari (+47). Risultati buoni ma che, commenta Unioncamere, sono in parte condizionati dalla stagionalità perché in molti casi si tratta di attività legate al periodo estivo e che potrebbero chiudere di nuovo in autunno. Per la prima volta dallersquo;inizio della crisi, si registra anche un incremento del numero delle imprese attive nei comparti manifatturieri (+50), con una sostanziale stabilità dei settori principali, dal sistema moda al mobile alla meccanica.
Continuano a diminuire le imprese artigiane ma, dopo il dato molto negativo del primo trimestre (-912), tra aprile e luglio le aziende in attività sono scese da 50.800 a 50.778, con un saldo negativo di appena 22 unità. eldquo;Lersquo;Unioncamereerdquo; commenta Drudi (nella foto) eldquo;in questi anni ha sempre creduto nella capacità di reazione del sistema produttivo marchigiano e si è impegnata con forza per aiutare le aziende a ritrovare competitività sia sul mercato interno sia su quelli esteri, costruendo relazioni ed opportunità oggi riferimento di associazioni ed imprese marchigiane. Lersquo;aumento delle imprese in attività negli ultimi tre mesi è un segnale importante perché inverte una tendenza che andava avanti dallersquo;inizio del 2008. La ritrovata fiducia nellersquo;impresa e nel lavoro autonomo rappresenta la base per restituire slancio alle attività e rimettere in moto il circuito che porta alla crescita dellersquo;occupazioneerdquo;. I dati Unioncamere indicano una ripresa delle attività in tutto il territorio marchigiano, da Macerata (+272 imprese) a Pesaro Urbino (+254) ed Ancona (+232) fino ad Ascoli Piceno (+171) e Fermo (+113). Oltre metà delle nuove imprese in attività nel secondo trimestre 2010, sono aziende individuali (+641) mentre 273 sono società di capitali, 99 società di persone e 29 altre forme societarie.
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