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Falsi prodotti biologici, due arresti nel maceratese

Ci sono anche due marchigiani tra le 16 persone arrestate in tutta Italia nell'ambito della maxi inchiesta della Guardia di Finanza sui prodotti biologici.



Sono Paolo Petetta, 41 anni, di Treia, legale rappresentante della società "Bio ecoland" di San Ginesio, e Paola Scocco, 41 anni, di Recanati, ispettrice della "Suolo e salute", una società che rilasciava le certificazioni ai prodotti biologici per conto del ministero dell’Agricoltura. Il primo è finito in carcere, al seconda agli arresti domiciliari. I due, insieme con gli altri arrestati, avrebbero prodotto fatture e certificati falsi, per consentire a una rete di rivenditori di cereali di spacciarli per 'biologici', guadagnandoci di più ed evadendo le tasse.





La truffa, dal valore complessivo di 135 milioni di euro, è stata scoperta dalle fiamme gialle di Cagliari, le cui indagini hanno permesso di ricostruire un sistema piramidale di società fantasma nell’intermediazione di prodotti cerealicoli. Al vertice del sistema un’azienda sarda, amministrata da un prestanome ultrasettantenne di Imola, di fatto una scatola vuota, senza strutture nè personale. Il sistema avrebbe immesso sul mercato una grande quantità di prodotti, circa centomila tonnellate tra grano, mais, soia e girasole, spacciandoli come biologici.





Secondo gli inquirenti, Petetta, indagato per reati fiscali, frode in commercio e falso, sarebbe uno dei promotori della truffa, mentre la Scocco, indagata per abuso d’ufficio, falso e frode in commercio, avrebbe messo a disposizione le certificazioni false.

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Marco Vitaloni