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Lega Basket: tra conferme e sorprese, dalla coppa di Milano al limbo di Pesaro

In procinto di andare in scena con la giornata numero 20, la lega basket di serie A sta, pian piano, definendo le gerarchie, con alcuni cambiamenti rispetto alla scorsa stagione. La vetta è ancora una volta occupata dall’Olimpia Milano, a quota 32 punti.


L’Armani, che non è priva di problemi pur rimanendo la compagine ancora una volta più solida, è reduce dalla sua sesta vittoria in coppa Italia. A farne le spese è stata la Dinamo Sassari, capitolata sul parquet del palazzetto di Rimini per 84-74. Coach Repesa si gode questo successo, facendo in modo che il trofeo rimanga a Milano, visto la vittoria dello scorso anno quando l’Olimpia festeggiò il traguardo dopo ben 20 anni di digiuno. La coppa, infatti, mancava dal 1996.



Dopo una prima parte da incorniciare, Avellino sta attraversando un periodo di calo, sia fisico che sotto il profilo del gioco. La prova si è avuta in semifinale di Coppa proprio contro Sassari, dove i ragazzi di Sacripanti non sono riusciti a superare alcuni propri limiti. Stanno pesando le assenze per infortunio, su tutte quella di Cusin. Ma balza all’occhio anche il calo di prestazione di Maarten Leunen: l’ex di Cantù, leader sia sul parquet che nello spogliatoio, non riesce a mantenere gli standard alti tenuti fino a qualche settimana fa, e questo pregiudica un po’ tutto ciò che è legato alla concezione di gruppo. Al momento, a leggere le analisi dei bookmaker che stilano le scommesse per il sito 888Sport, la seconda posizione in classifica non sembra vacillare, nonostante una Reyer Venezia a due sole lunghezze di distanza. Umana che 2 giorni fa ha annunciato il suo nuovo acquisto, l’ex centro dell’Olimpia Esteban Batista.

Vanno a braccetto la Dinamo Sassari e Reggio Emilia, che oltre ad aver in comune l’essere state battute da Milano in Coppa Italia, hanno anche gli stessi punti, 22. In zona play off rimangono per ora anche Trento, Orlandina e Pistoia, tutte e tre a quota 20 punti. Trento che può festeggiare il premio come miglior coach dell’anno a Maurizio Buscaglia, e che dopo un inizio non brillante e che aveva deluso le aspettative visto il cammino della scorsa stagione, ha cominciato il girone di ritorno col piede giusto. È nella parte bassa della classifica che si ritrovano deluse e tristi conferme. Varese chiude la lista occupando l’ultimo posto con soli 10 punti conquistati in 19 gare. Torino, Cantù e Brindisi non se la passano per nulla bene, con la compagine pugliese che ha perso parecchio rispetto alle ultime due stagioni.



Fa male per gli amanti della palla a spicchi vedere un nome storico come quello di Pesaro relegato a un limbo da cui non riesce a venire fuori. Ormai da anni ritenuta una nobile decaduta, Pesaro aveva iniziato con un successo questo nuovo anno, vincendo in casa contro Brescia. Ma su 19 partite, solo 6 sono state le vittorie. Nata nel 1946, la società marchigiana ha conosciuto il suo massimo splendore negli anni ’80, ma fu alla fine dei ’90 che iniziarono i primi cedimenti a livello societario, culminati nel fallimento del 2005. Ripartito dalla B, Pesaro continuerà ad avere prima sponsor importanti e riuscirà a ritornare nella massima serie, per poi conoscere un altro periodo di “abbandono” societario, che lo porterà a una situazione di stallo che perdura ormai da 4 anni.


Redazione