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Convergenza e divergenza, pochi gradi per una guida migliore

La routine cittadina è senza dubbio uno dei principali nemici per lo stato degli pneumatici. Lo stress dovuto ai continui cambi tra freno e accelerazione e lo stato sempre più preoccupante del manto stradale provocano a lungo andare il deterioramento dei battistrada.

I problemi più importanti arrivano quando ci si imbatte in buche più o meno profonde, che dietro l’angolo nascondo criticità anche per le sospensioni. Molto critiche per le gomme anche le situazioni legate ai parcheggi. Eventuali urti contro cordoli e marciapiedi potrebbero sollecitare eccessivamente i battistrada e provocare le tanto temute convergenze. Quando si altera l’angolo di convergenza, l’automobilista deve fronteggiare uno dei principali indizi di deterioramento dell’impianto, ma molto spesso per la fretta o per l’incuria tende a sottovalutare il problema.





In poche parole, l’angolatura di convergenza è la gradazione precisa che gli pneumatici devono rispettare, e che sono stabiliti, in quanto caratteristici, nel momento della progettazione dell’automobile. Sono proprio queste misure geometriche a garantire l’assetto giusto e una tenuta ottimale di strada. Non si tratta quindi di un problema di poco conto, ma è pur vero che le differenze non sono facilmente riscontrabili. Trattandosi di pochi gradi o di pochi decimi, è difficile che gli automobilisti – anche i più esperti – notino questo “difetto di postura” degli pneumatici. La conseguenza principale è una percorrenza meno fluida e corretta, che comporta anche un certo peggioramento delle prestazioni e una tenuta di strada non certo ottimale nelle condizioni più estreme. Una convergenza sbagliata ha ripercussioni anche sul sistema delle sospensioni e sullo sterzo, impedendo però principalmente sia un rotolamento ottimale sia un consumo conforme agli standard. Da ultimo, non mancano anche i dati legati ai consumi e alla sicurezza, altri fattori che dipendono da una mancanza di attenzione allo stato degli pneumatici.



Non essendo però possibile notare ad occhio nudo la differenza tra una convergenza giusta o sbagliata, l’automobilista può tenere invece sotto controllo il consumo più o meno uniforme degli pneumatici. A motore spento, la valutazione sul deterioramento può avvenire anche tastando la superficie per notare eventuali creste sui tasselli. Qualora ci fossero alcuni dubbi, i gommisti possono fugarli con l’ausilio di alcuni strumenti sofisticati. Servendosi dei computer e di apparecchi tarati, i professionisti riescono ad allineare simultaneamente ogni pneumatico rispetto al centro esatto dell’auto. Per evitare complicazioni, tale controllo dovrebbe essere effettuato nel momento del cambio gomme, magari al momento della sostituzione tra i pneumatici estivi e quelli invernali.



Lo scarto tra una convergenza giusta o sbagliata è spesso una questione di pochi gradi o di millimetri, con una misurazione da registrare sul bordo del diametro orizzontale del cerchio. Sono necessari solo pochi minuti per valutare la convergenza e per garantire una tenuta ottimale a lungo termine. Dopo il responso dei computer, le ruote nella parte interiore dovrebbero essere leggermente inclinate verso l’interno; in caso contrario, molto spesso il gommista deve intervenire su una divergenza, ossia su un’inclinazione degli pneumatici verso l’esterno. I vantaggi per la guida sono pressoché immediati. La “nuova” convergenza restituirà all’automobilista una nuova stabilità, ma anche risposte più immediate ai comandi dello sterzo.


Redazione