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Uliassi celebra Mario Giacomelli, a cento anni dalla nascita, con un piatto che è un omaggio d’amicizia e di mare

Uno spaghetto al nero di seppia, come quello del primo giorno in cui si sono conosciuti, ma trasformato, oggi, in un racconto poetico fatto di sapori, memoria e linee sulla ceramica che evocano i solchi della terra immortalati nei celebri scatti in bianco e nero.

Lo chef stellato Mauro Uliassi ha scelto di ricordare così Mario Giacomelli, nel centenario della sua nascita, con un piatto che ne celebra l’anima, l’estetica e l’amicizia. Era il 1990, appena cinque giorni dopo l’apertura del ristorante sul lungomare di Senigallia, quando Giacomelli entrò per la prima volta. “Sembrava Dio, un Dio molto buono con i capelli lunghi e argentei -racconta Uliassi, affidando ai social un ricordo intimo e vivido- Vestito di bianco in estate e di nero in inverno, come nei contrasti della sua fotografia, Mario Giacomelli lasciò un disegno sulla tovaglia con il nero di seppia degli spaghetti che aveva appena mangiato. Firmò “Giacomelli 90” poi scomparve nel sole, così come era arrivato”.Tra i due nacque una profonda amicizia. Giacomelli gli ripeteva spesso: “Mauro, non dimenticare mai le tue radici.” Un consiglio diventato manifesto di vita e di cucina per Uliassi. “Per me le radici sono le Marche, il mare, l’odore del bar dove sono cresciuto e dove si giocava a briscola, le urla a tutte le ore. La banchina con i pescatori che rompono con i martelli le grancelle per ripulire le reti. Il profumo catramoso e affumicato del porto, l’odore del bagna asciuga in fermento -continua lo chef tre stelle Michelin- La cucina mi tira fuori tutto ciò che mi appartiene. Se fossi stato altro avrei suonato, o scritto, o fotografato il mare. Chi è nato in un luogo di mare non riesce più a farne a meno perché ne rimane dipendente. Mario Giacomelli, il mio amico Mario, uno dei grandi maestri della fotografia in bianco e nero ha dedicato al mare tantissimi scatti, così come alle colline e ai campi intorno a Senigallia”. Qualche anno Mauro Uliassi dedicò a Mario Giacomelli un piatto che celebrava il suo amore per il mare. “Quest’anno, abbiamo voluto celebrare il centenario della sua nascita con un nuovo piatto, che è diventato il simbolo del Lab 2025. Si ispira a quel primo giorno in cui ci siamo incontrati: spaghetti al nero di seppia, concentrazione di limone di Amalfi, olio al pepe di Timut e polvere di limone bruciato iraniano -conclude Uliassi- Lo serviamo insieme a una sua fotografia che ritrae le colline marchigiane. Invitiamo gli ospiti a fare la scarpetta con la forchetta per raccogliere la salsa rimasta sul fondo. Nel farlo, si disegnano sulla ceramica delle linee verticali che ricordano proprio i solchi della terra nei suoi scatti”. Puoi commentare l'articolo su Vivere Senigallia


Giulia Mancinelli