PSR 2014-2020 - Programma di sviluppo rurale Regione Marche 2014-2020



navigazione: Home > Attualità > Ancona: da oggi a lunedì 'Una cella in Piazza', iniziativa sulla situazione carceraria

Ancona: da oggi a lunedì 'Una cella in Piazza', iniziativa sulla situazione carceraria



Da oggi a lunedi sarà esposta in piazza Roma ad Ancona una riproduzione di una cella carceraria, nelle#39;iniziativa e#39;Una cella in Piazzae#39; per la sensibilizzazione sulle condizioni dei penitenziari. Nelle Marche ad Ancona - Montacuto e Pesaro le criticità maggiori per sovraffollamento di detenuti e carenza di agenti



Da oggi a lunedì 23 Piazza Roma ad Ancona ospiterà e#39;Una cella in Piazzae#39;, iniziativa di sensibilizzazione pubblica sui temi della condizione dei detenuti nelle carceri promossa dalla Conferenza Regionale Volontari Giustizia (CRVG) in collaborazione con la Caritas Diocesana Ancona Osimo e il Comitato Carcere e Territorio del Comune di Ancona. Verrà allestita una cella a grandezza standard costruita da detenuti di Verona, per "la sensibilizzazione su un tema fondamentale quale quello della vita in prigione, e nello specifico sulla dignità di chi ha sbagliato e si trova a scontare la pena", ha dichiarato il Sindaco di Ancona Fiorello Gramillano nelle#39;incontro a Palazzo del Popolo. Un punto, quello della dignità umana, riconosciuto centrale anche dalle#39;intervento delle#39;Arcivescovo della Diocesi di Ancona - Osimo Mons. Edoardo Menichelli, che ha aggiunto inoltre come "vedere un sforzo di comprensione e vicinanza verso chi ha comunque sbagliato è cosa che mi allieta, e quindi plaudo a questa iniziativa". "Il Comune sarà in prima linea nella sensibilizzazione rispetto questi temi" - ha aggiunto le#39;Assessore ai Servizi Sociali e Presidente del Comitato carcere e territorio del Comune di Ancona Alfonso Napolitano. Per il Coordinamento regionale volontari giustizia è intervenuta la responsabile Daniela Marchili, che ha ricordato "il mese di sciopero che abbiamo fatto, ma pare che nessuno se ne sia accorto. Oggi In Italia le carceri sono una discarica sociale, è questa la realtà".



Nelle Marche, in cui nel 2010 finora si sono suicidati due detenuti, uno a Fermo e uno ad Ancona - Montacuto, la situazione degli istituti di detenzione non è migliore rispetto allo scenario nazionale. Questo è riscontrabile sia nella quantificazione della popolazione carceraria sia per quanto attiene alla carenza di personale di Polizia Penitenziaria. Sul primo aspetto, i dati forniti dal Provveditorato regionale delle#39;amministrazione penitenziaria nelle Marche parlano di 1136 detenuti in totale (1102 uomini e 34 donne). Nelle#39;analisi specifica struttura per struttura, balza alle#39;occhio il notevole aumento di detenuti ad Ancona - Montacuto rispetto al consentito (404 persone a fronte di 313), a Pesaro (279 a fronte di 267) e a Fermo (86 a fronte di 63). Anche a Camerino e Ascoli le cifre non sono positive, con rispettivamente 50 detenuti a fronte di 41 consentiti e 120 detenuti a fronte di 119 consentiti. A Fossombrone la situazione è migliore, con meno detenuti rispetto alla capienza massima, ma in quella realtà la chiusura di una sezione della struttura a causa di lavori di manutenzione falsa lo scenario altrimenti inquadrabile nel contesto generale.



Sulla carenza del personale è intervenuto per il sindacato di Polizia Penitenziaria il Dott. Nicandro Silvestri, il quale ha denunciato come "oggi in Italia le prigioni presentano situazioni di guerriglia, con dove siamo noi contro i detenuti. A livello di amministrazione penitenziaria nazionale ce#39;è scarsa attenzione per la realtà marchigiana. Nelle Marche Ancona e Pesaro si segnalano in negativo sia per il sovraffollamento che per la carenza di personale di Polizia determinata dal poco turnover: ad esempio a Montacuto 68 agenti mancano poichè distaccati, mentre a Pesaro mancano per lo stesso motivo 39 agenti su 108. Si è verificato proprio a Pesaro un episodio increscioso dovuto alla carenza di personale femminile. Mi riferisco alla sorveglianza di detenute da parte di agenti uomini: un fatto grave ovviamente non permesso dai regolamenti".


Stefano Novelli