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Dal centro Italia un possibile modello per il futuro del Paese



Dopo un periodo di crisi che ha messo in ginocchio gran parte dellersquo;economia internazionale, la ripresa economica sembra muovere i primi passi, partendo proprio dalle regioni del centro Italia.



Secondo le prime stime contenute nel rapporto pubblicato dallersquo;Ufficio studi di Confcommercio-Imprese per lersquo;Italia, le regioni del Centro aumentano la ricchezza prodotta con una quota, che passa dal 21% del 1995 al 21,6% del 2007 e con una previsione al 2011 pari al 22,1%, rispetto al totale nazionale. Dagli stessi dati emerge e si rafforza la fotografia di un Paese con uno sviluppo asincrono, a tre velocità differenti, Nord-centro-Sud. Il crescente divario tra le Regioni del nord e quelle del Sud, necessitano di una eldquo;funzione cernieraerdquo; indispensabile alle#39;unità del Paese, che può essere rappresentata dal modello economico di sviluppo delle Regioni del Centro. Da tempo il Governo sta attuando una politica sempre più centralista, contrariamente a quanto auspicato dallersquo;attuazione del federalismo disegnato a partire dalla riforma del Titolo V della Costituzione, non contemperando le diverse esigenze territoriali, in assenza di una visione generale e in assoluta mancanza di una condivisione delle migliori pratiche prodotte localmente.



La vittoria del centro-sinistra nelle regioni del Centro, testimonia lersquo;apprezzamento del buon governo fondato su soluzioni concretamente riformistiche ai problemi della governance locale. Ci sembra opportuno stimolare una discussione sul possibile utilizzo del modello di sviluppo delle Regioni di questersquo;area, come paradigma sul quale disegnare le proposte future per una ripresa economica e di governo del paese. Se pensiamo ad una realtà, economica e sociale, come quella rappresentata dallersquo;aggregato macroregionale del Centro, potremo realizzare un più organico e razionale utilizzo delle opportunità fornite dallersquo;Unione Europea e co-costruire una visione omogenea ed unitaria del paese di cui si sente sempre più la mancanza, nel rispetto e nella valorizzazione delle differenze. Di qui la necessità di strutturare un modello di partito fortemente radicato nel territorio, che sappia coniugare la capacita di ascolto con lersquo;utilizzo dei nuovi media comunicativi.


Palmiro Ucchielli