L'Assemblea legislativa aderisce alla campagna '8 Marzo: tre donne, tre strade'
L'Assemblea legislativa delle Marche è la prima in Italia ad aderire all'iniziativa Â8 marzo: tre donne, tre stradeÂ, legata al progetto nazionale Toponomastica femminile. Città , vie, giardini, scuole, piazze, sono luoghi quasi sempre declinati al maschile.
Una scoperta semplice da fare, basta andare in giro per le strade e leggere i nomi incisi nelle targhe toponomastiche. Da questo dato di fatto è nato lo scorso gennaio il gruppo di ricerca “Toponomastica femminile”, ideato da un'insegnante di geografia di Roma, Maria Pia Ercolini, e sostenuto da centinaia di donne in tutta Italia (il gruppo nato su Facebook conta oltre 1800 iscritte). L'obiettivo è quello di realizzare in rete il primo censimento dell'odonomastica femminile e in occasione della festa della donna è stata promossa l'iniziativa “8 marzo: tre donne, tre strade”. Ai sindaci di tutti i comuni viene chiesto di intitolare le prossime tre vie a tre figure femminili, possibilmente una donna conosciuta a livello locale, una a livello nazionale e una straniera.
“Molto spesso la discriminazione nei confronti delle donne non viene fatta scientemente e questo la rende ancora più grave – ha sostenuto martedì il Presidente Solazzi nel corso di una conferenza stampa dedicata all'iniziativa – Sono sicuro che aver legato l'Assemblea legislativa a questa campagna è un gesto importante perché i cambiamenti ci possono essere soltanto quando supereremo la cultura dell'indifferenza e del non-ricordo”. Nelle Marche il censimento è coordinato dall'associazione Sartorie Culturali ed è partito dalla provincia di Pesaro e Urbino.
“Dei 60 comuni della provincia il 60% non ha alcuna via dedicata a donne, il 23,3% ne ha solo una e la città di Pesaro, con centomila abitanti, ne ha in tutto sette – ha spiegato Ilaria Biagioli, docente dell'Università di Urbino e responsabile di Sartorie Culturali. Tra i nomi illustri di donne marchigiane spesso dimenticate, la studiosa ha ricordato la sindacalista Adele Bei, alla quale solo il paese d'origine, Cantiano, dedica una via, la soprano Renata Tebaldi e la scienziata Maria Montessori. La consigliera regionale Graziella Ciriaci ha confermato piena adesione all'iniziativa, augurandosi che “nel nominare queste nuove strade siano ricordate figure che hanno combattuto per aprire i primi varchi nel riconoscimento dei diritti delle donne”.
